Una nuova età

Ieri è stato il mio compleanno.
Entro in una nuova età e voglio dirvi che, alla fine, qualcosa l’ho imparata.
Un anno fa, in questi esattissimi giorni, feci piangere la sottosegretaria Maria Elena Boschi (PD) con una vignetta sul suo “mi attaccano in quanto donna”. Mi tirarono le orecchie e il problema non era che criticassi la sua uscita ipocrita: il problema era che offendevo le donne.
Un anno dopo, il ministro Toninelli (M5S) ha dato mandato al suo avvocato di tirarmi le orecchie: stavolta il problema della mia vignetta non era che criticava la sua – come definirla?- problematicità, era che offendevo i disabili: “Va bene la satira su di me, ma lasciamo stare i disabili” ha ribadito ieri.
Ah, entrambe le vignette pubblicate da Il Fatto Quotidiano (per dire, eh).
Adesso, però ho imparato la lezione, sono entrato in una nuova età e per la prima volta, su Il Fatto Quotidiano, pubblico una vignetta per bene, una vignetta educata, una vignetta come la vogliono.
Entro in una nuova età. Ho compiuto trentatrè anni: che può succedere di brutto?