E lei? Ce ne ha morti?

E lei? Ce n’ha morti lei?
– No, veramente…
– Abbia fede figliuolo, abbia fede: li avrà!
Totò da ‘Signori si nasce’

Oggi parliamo di morti.
Ok, sembrerà tetro ma è un faccenda che magari a qualcuno potrà interessare, specie se segue il mio lavoro da molto tempo.
Il 18 gennaio 2017 una valanga investe un albergo a Rigopiano in Abruzzo. 29 vittime e tra queste una ragazza, Jessica Tinari.
Intanto: l’entusiasmante governo Gentiloni si è insediato da poco più di un mese, in seguito alle dimissioni da premier di Matteo Renzi per la sconfitta al referendum costituzionale del 4 dicembre 2016.

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Il governo Gentiloni al momento del giuramento

“Se perdo il referendum mi ritiro dalla vita politica” aveva detto Renzi e infatti si è ritirato così tanto che dopo aver perso il referendum non solo è rimasto segretario del suo partito, all’epoca il Partito Democratico, ma ancora oggi ancora si barcamena per restare al governo.
La situazione a inizio 2017 per Renzi era disastrosa: 1) un referendum perso malissimo e sul quale aveva investito politicamente (ed anche economicamente) ogni risorsa del suo partito 2) una poltrona da premier persa e 3) un partito che voleva fargli la pelle: gli serviva qualcosa per ricompattare intorno a sé il Pd. Ma cosa?

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Renzi che garantisce: “Se perdo abbandono la politica”

L’occasione arriva il 28 gennaio 2017. A Matteo è giunta voce che una delle vittime di Rigopiano – Jessica Tinari, appunto – fosse iscritta all’organizzazione giovanile del Pd (o in qualunque cosa sia), i Giovani Democratici, e decide di sfruttare la cosa in un discorso a Rimini. Siamo all’assemblea degli amministratori locali del Partito Democratico ed ecco: Renzi ha l’idea di dedicare un’assemblea di ammnistratori locali di partito alla giovane Jessica.

“Vorrei che dedicassimo la nostra assemblea a una delle vittime di Rigopiano, Jessica, una giovane democratica. Il padre ha detto ‘abbiamo persa una figlia che credeva al cambiamento di questo Paese’. Parole che mi hanno fatto venire i brividi”

Quindi, 1) un politico in caduta libera 2) cerca di ricompattare i suoi e 3) chiama Jessica – morta dieci giorni prima – a testimonio della speranza di ‘cambiamento di questo paese’. Dove 4) il cambiamento del paese – beninteso – era lui.

Ora mi perdonerete se mi gioco una frase che Renzi ama molto: il tempo è galantuomo. Sono passati quattro anni (tre, meglio) da quel momento e sappiamo cosa ha davvero cambiato Renzi alla fine: al massimo, ha cambiato partito (e il Pd si sta ancora leccando le ferite dopo il passaggio dell’Attila di Rignano).

Ma sto divagando. Nel giorno in cui Renzi si approprió per fini politici della memoria, delle speranze e della voglia di cambiamento della defunta Jessica per ricompattare il Pd, io disegnai questa vignetta. (Qui trovate il link al post originale)

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l’orribile vignetta

E ora mi gioco un’altra frase classica: Apriti Cielo.
Il Partito Democratico mi attaccò ferocemente, chiamandomi (nel migliore dei casi) ‘sciacallo’. Non voglio stare a recuperare titoli di giornali o tweet o la merda che mi arrivò addosso dai renziani di allora. Qui avete un articolo che scrissi per Il Fatto in cui ricapitolavo un po’ la vicenda e se cercate su google “Natangelo Rigopiano” potrete leggere i florilegi dedicatimi. Inoltre – incredibile a ripensarci oggi – a questo link potrete vedere Barbara D’urso (Sì, quella che tre anni dopo avrebbe recitato l’eterno riposo in diretta tv con Salvini) processarmi in contumacia per la vignetta.
Insomma l’obiettivo del capo era centrato: ricompattare il suo popolo con ‘la strategia dell’assedio’, noi buoni assediati dai cattivi fuori. Io – un vignettista – ero uno dei cattivi fuori, ça va sans dire (e fiero di essere fuori, dal Pd come da qualsiasi altro partito).

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La reazione del Pd alla mia vignetta

L’obiettivo era tanto raggiunto che i Giovani Democratici mi scrissero una lettera aperta e questa sì la pubblico, perchè rimanga a memoria. Eccola:

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Dopo la lettera aperta dei Giovani Democratici gentilmente indirizzata a me mi trovai nel mezzo di una cosìddetta ‘shitstorm‘, letteralmente: ‘tempesta di merda‘. Significa che i GD scatenarono una pioggia di insulti social su di me che avevo osato disegnare una vignetta sul loro capo. La mia pagina facebook fu chiusa per circa un mese, prima di essere poi reintegrato da Facebook con tante scuse per l’errore dovuto alle segnalazioni dei summenzionati GD.

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i GD oggi che ripensano a quando difendevano Renzi

E rieccoci qui, quattro anni dopo (meglio, tre).
Io intanto ho continuato a fare il mio lavoro, a divertirmi collezionando lettere di avvocati, shitstorm, minacce di querele, insulti, auguri di morte da praticamente tutti i partiti, schieramenti, organizzazioni profit e non profit.
Dei Giovani Democratici non so cosa ne sia stato o cosa ne sia rimasto mentre il Pd ora guarda a Renzi come a una enorme merda sul marciapiede che si ha avuto l’idea di pestare con la faccia anzichè col piede. E Renzi?
Dopo aver distrutto il Pd, ha fondato un altro partito, Italia Viva. I sondaggi mi pare lo diano intorno al 3% e nel gradimento tra i leader occupa stabilmente gli ultimi posti, surclassato addirittura da Speranza.
Insomma, è uno di quei momenti in cui il senatore Renzi ha bisogno di darsi una scrollata e – ancora una volta – cosa fa?
In coda (?) alla crisi Coronavirus, in Senato (per attaccare il governo che il suo stesso partito sostiene, ma vabbè) chiama a testimonio i morti di Bergamo e di Brescia dicendo che se potessero parlare direbbero insieme a lui ‘ripartite anche per noi’.
Lo ha rifatto! I morti stanno di nuovo con lui!

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Matteo Renzi mentre parla con i morti

Ora, io non so quali di poteri medianici il senatore Renzi sia dotato per sapere sempre cosa vorrebbero i morti che – guarda caso – quando parlano con lui è sempre per dargli ragione. Se anche così fosse, vista la fuga degli elettori da Italia Viva bisogna constatare che sarebbero rimasti davvero solo i morti a sostenere il ‘The Conjuring’ nostrano. Quattro anni fa (meglio, tre) mi presi dello sciacallo per aver semplicemente mostrato con una vignetta quello che Renzi aveva fatto. All’epoca mi massacrarono.
Oggi Renzi lo ha rifatto e tutti lo stanno – adesso sì – criticando.

Non dico che avevo ragione, dico solo: qual è la verità? Chi era lo sciacallo, io o lui?
A Napoli l’aldilà lo chiamano ‘o munn’a verità‘. E’ una locuzione splendida che significa: ‘il mondo della verità‘. Coloro che sono morti – ormai liberi dalle catene e le logiche terrene, dalle menzogne umane – conoscono la verità. Perciò, i morti – se è come dicono a Napoli – la verità la sanno già. E magari noi un giorno la conosceremo.
Chi prima.
Chi dopo.

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il ghost writer di Renzi (spero apprezziate il gioco di parole)