Guida per sopravvivere al Natale napoletano

Probabilmente il capitone è l’unico essere vivente che detesta il natale napoletano più di me: ogni 24 dicembre la strage di queste (brutte) anguille annuncia a Napoli la nascita del bambin gesù più della stella cadente su Betlemme. Poi via a una via crucis di tombolate, parenti urlanti e cenoni oversize fino a Santo Stefano il tutto condito da quella malinconia tutta napoletana che finisce sotto il tappeto delle feste. “Te piace ‘o presepio?” ripeteva insistentemente Lucariello al figlio, ‘il giovine moderno’, in ‘Natale in casa Cupiello’ (altro must da natale napoletano): ecco, a me non mi piace, ‘o presepio. Eppure, ogni anno, non vedo l’ora di trovarmelo davanti per dirlo.
Questa è la tavola che ho disegnato per Il Fatto Quotidiano del 22 dicembre scorso.

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