Satira stupida e cattiva

Ed ecco che nel dramma ‘Notre-dame’ Repubblica.it titola “Charlie Hebdo non si smentisce: vignetta macabra, insulti sui social”.
E ho pensato ‘vaffanculo’: dinanzi a un pezzo di storia che va in fiamme la satira dovrebbe piagnucolare? Intoniamo i miserere? Facciamo le flagellazioni? Le messe cantate?
No, rivaffanculo.
Il disegnetto di Quasimodo in stile Disney che abbraccia una piccola Notre Dame è tanto caruccio, va bene, ma ora togliamoci i guanti e facciamo sul serio, perchè non è che siamo proprio tutti bimbi di sette anni. Di certo lo sono intellettualmente gli ‘indignati per la vignetta macabra’, che sono gli stessi che poi si sfogano a scrivere ‘insulti sui social’.
Per quanto mi riguarda, lo ribadisco: viva la satira di CH che è “bête et méchant”, stupida e cattiva. E quindi terribilmente umana e vera. Viva.
Tutto il resto è valido, per carità, ma è altra roba.
La satira non vuole farsi voler bene, e la riconosci perchè ti va in culo.
A proposito: scusate le parolacce ma ‘Vaffanculo’ l’ho già scritto?
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Una lezione (Charlie Hebdo, un anno dopo)

E’ l’anniversario della strage di Charlie Hebdo. Per gli amici di Fanpage ho disegnato la tavola qui sotto, che ora fa parte di una bella raccolta messa insieme da Fran De Martino: cliccate qui per vederla.

Sulla questione “CharlieHebdo”, invece, voglio dire solo due cose. Usando questo blog tipo macchina del tempo potrete andare indietro a un anno fa e constatare che non ho mai fatto vignette o tavole piagnucolose sull’argomento. Niente matite che diventano colombe, che perdono sangue o CharlieHebdo tristi che volano via. Ne faccio un punto d’onore. La seconda cosa è che, tanto, queste sono tutte chiacchiere. “Je suis Charlie” è stata solo un’immaginetta in più da mettere come foto profilo, tipo calamita sul frigorifero. Il cinismo, alla lunga, vince.libertà_web