L’antico proverbio cinese

La frase di Conte ‘Gli artisti che ci divertono (e appassionano)’ è senza dubbio una minuzia, ma mi ha ricordato l’antico proverbio cinese…
#artisti #conte #divertire #supporters #fumettiitaliani #vignetta #fumetto #umorismo #satira #humor #natangelo
14 maggio 2020 inedita 2

24 thoughts on “L’antico proverbio cinese

  1. A me, se qualcuno indica la luna con il dito, io il dito non lo perdo d’occhio. Mica mi faccio distrarre. La luna non mi ha mai fatto niente, ma non mi sfugge la potenziale capacità di un dito di puntare ad altro 🙄

    E c’è altro proverbio cinese, per questi tempi: “Facile tossire nel gomito, ma prova tu a scoreggiare nel ginocchio”😮
    (Me l’ha raccontata Conte, mentre piazzava un cuscino pernacchione a Gualtieri: se non è arte questa..)
    😘

      • È molto più facile perculare se stessi (spesso è un vezzo narcisistico o un artificio retorico, come Scanzi insegna) che i propri lettori, che spesso sono anche supporters di questo o quello.
        Molti autori finiscono per sentirsi dei capopopolo (spero e auguro a Nat che non gli capiti mai), e ciò non permette che siano sarcastici verso i propri seguaci.

        • In effetti potrebbe essere scomodo fare sarcasmo sul pubblico da un punto di vista di marketing. Però l’autoironia è la ciliegina sulla torta: senza di essa la guarnizione sarebbe incompleta anche se magari ha meno “calorie” del resto.

          La vignetta alle rane è un buon modo che gli scorpioni hanno per comunicare in modo meditato e meno impulsivo. Richiede un onere maggiore ma evidentemente ne vale la pena. 🙂

          • Dissento. C’è il diritto di dissenteria?
            Chiunque abbia avuto la fortuna e l’onore di vedere gli Skiantos dal vivo, sa che il momento di maggior comunione era con “Largo All’Avanguardia”, quando Freak berciava:
            “…SIETE UN PUBBLICO DI MERDA! APPLAUDITE PER INERZIA!!”.
            Tutti aspettavano quel ritornello, un corto circuito di amore e rispetto 😀

            • Ma in fatti non è mica un caso che gli skiantos siano celebri per questo. Proprio perchè non sono lo standard. Non mi pare un’obiezione, ma una conferma

            • In alcuni contesti certe licenze non vengono prese alla lettera e non sono interpretate in modo spregiativo per via di convenzioni subordinate alla presenza di un rapporto di fiducia su base individuale o per appartenenza culturale. Non sapevo che un gruppo musicale ci fosse riuscito.

                • Azz.. si vola alto 😉
                  C’è una bellissima canzone sul primo album dei Korn, “Faggott”, con cui il cantante si vendica di tutti i bulli che in adolescenza lo hanno torturato dandogli del “fro=io” “rottin8838” e via dicendo, per via del suo modo di essere eccentrico ed appariscente. Quando la canta (ancora oggi, che sono un po’ ammorbiditi), lui rivendica l’insulto e diventa una sorta di incoronazione a Re degli offesi. Si rivolge al pubblico, prima del ritornello: “All my life, who am I? I’m just a faggot!”, e gira il microfono verso la sala, che ripete: “Faggot!”. E qui si chiude il cerchio: il bullizzato che si appropria dell’insulto, attivato con un gesto da direttore da orchestra verso migliaia di persone che hanno pagato per sentirlo ed applaudirlo.

                  La sensazione con gli Skiantos però pare “altra”. C’è proprio voglia di prendersi per il culo, di pensare a tutte le volte in cui, per parafrasare Will Rogers, abbiamo “speso i soldi per comprare cose che non vogliamo, per impressionare persone che non ci piacciono”.
                  Quel ritornello liberatorio di Freak Antoni era un “outing” di gruppo, per tutte le volte che ci siamo dati un tono per la nostra “cultura”, per tutte le volte in cui ci siamo creduti chissà chi solo perchè avevamo letto un libro in più e per un istante abbiamo quindi pensato di essere migliori a prescindere.
                  Lui fondamentalmente ti ricordava che devi sempre sentirti libero (anche di essere ridicolo) e che puoi essere l’uomo più colto del mondo, ma se credi davvero di essero fondamentalmente sei un coglione.
                  Ne uscivi con una lezione sull’umiltà, senza sentirti umiliato.

                  Posso chiudere con una citazione meno dotta? Adam Ant, “Prince Charming”: “ridicule is nothing to be scared of”. Principe Azzurro, non ti preoccupare: il ridicolo non è una cosa di cui aver paura.

                  Grazie dello scambio, a tutti: davvero apprezzato. Grazie anche a Nat: indica la luna, così guardi il cielo e, in maniera subliminale, ti tocca notare le stelle.. Ok, sono più di 5 😀

                  • Se la sensazione con gli Skiantos era altra magari questo aspetto era marginale rispetto all’esperienza complessiva.

                    Non sembrano esserci modi per confermare che si siano appropriati di offese effettivamente rivolte loro o al loro pubblico ma sembra che il loro modo di essere non avesse solo ammiratori e che ne fossero pienamente consapevoli anzi pare proprio che amassero le provocazioni (secondo alcuni articoli) o quanto meno la goliardia.

                    Se il loro rapporto col pubblico era tale da non scalfirsi per un lancio reciproco di ortaggi (anzi scrivono fosse un momento di gioco col pubblico) mi vien da pensare che certe frasi non avessero intento spregiativo e da quello che mi dici “pubblico di merda” può anche indicare la fiducia di avere innanzi persone che non temeva etichette e che dunque la avrebbero accolta senza difficoltà.

                    Per chi usa un”altra scala di valori il il ridicolo può non essere ridicolo (ma una cosa seria): “ridicolo” è l’etichetta che qualcun altro da. Chi invece si sente ridicolo, accetta criteri che conducono a quel giudizio.

                    Chiaramente mi sto arrampicando sugli specchi, se leggo che “l’avanguardia fa paura” penso ad un riferimento a reazioni critiche ma potrebbe sfuggire un intento goliardico palese per chi li ha conosciuti davvero.

                    L’avanguardia è una cosa seria? Da quello che mi hai detto il senso potrebbe anche essere l’opposto (cioè di ironia sull’avanguardia ovvero di autoironia).

                    Ti ringrazio per la cortesia e per gli spunti e perdonami se ho frainteso gli Skiantos.

                    • …e chi può dire che li hai fraintesi? Magari li hai capiti meglio di me: il senso è proprio quello – non avere la presunzione di aver capito perfettamente l’artista e che la propria percezione sia solo personale e non una traduzione ufficiale. Mi è sempre piaciuto pensare che sotto sotto (o mica tanto sotto) un po’ di disprezzo ed insofferenza ci fosse davvero, come sarebbe comprensibile per chi crea ed è “obbligato a spiegare” cosa ha creato; come il pittore che crea un quadro astratto, chissà chi gli sta più sul culo: chi dice “qui si capisce che vuole esprimere il disagio” o chi gli chiede piatto piatt “cosa volevi dire?”.
                      Penso che ogni artista abbia una vocina piccola che gli dice “Perle ai porci!” e che ciò non gli impedisca di amare il suo pubblico per tutto il resto. E va bene così 🙂

                    • Per Nat: Eccallà.. tutte queste persone che ti alzano la palla, e tu che fai: non schiacci?
                      Chissà cosa avrai voluto dire, con questo commento criptico 😀

                    • Fuori contesto quelle parole pronunciate da differenti persone possono essere interpretate, sulla base di assunti diversi , sia come un rimprovero unicamente al pubblico, sia come un rimprovero indiretto agli autori (definiti attraverso il loro pubblico), sia come un modo di ridicolizzare l’ultraserietà (approccio analogo a “ohohohoh ignoirantia maxima populum internettarium”), sia un “codice” il cui significato è stabilito da altri elementi della comunicazione (in senso opposto al dire il benvenuto con un faccia schifata ed alzando il dito medio), e chissà quanti altri.

                      Il testo è solo un livello di comunicazione ma chi è stato dal vivo e conosce meglio l’interlocutore ha più informazioni per interpretatele adeguatamente perché il fine della comunicazione (si presuppone) è di essere intesi e dunque la sensazione che il destinatario ha è qualcosa che l’interlocutore generalmente si premura di influenzare per non essere frainteso.

  2. Peppino Prisco diceva : se do mano ad un milanista dopo corro a lavarla; se do mano ad uno juventino dopo controllo di avere ancora tutte le dita.
    Sostituite i personaggi a piacere…🥕🥕🥕🥕🥕🥕🥕

Rispondi