Una favoletta morale

A proposito delle vignette su #fridaysforfuture e #climatechange che ho pubblicato negli ultimi giorni ho ricevuto diversi messaggi (non tantissimi, ma abbastanza perchè nascessero anche ampie discussioni tra noi lettori) con frasi tipo ‘non si scherza su queste cose’ o simili.
Credo sia d’uopo riproporre questa mia tavola del 2017 che spiega ancora una volta il modo in cui io credo vada fatto il mio lavoro.
Si chiama ‘La rana e lo scorpione’.
#satira #webcomic #thunberg #natangelorana-e-scoprione-web.jpg

16 thoughts on “Una favoletta morale

  1. In quella discussione, io non criticavo la tua vignetta, divertente e simpatica come le altre che hai fatto su Greta. Ma non apprezzo l’atteggiamento di chi si ferma a criticare Greta e i “gretini” dimenticando o negando quello che lei denuncia. Della serie “quando il saggio indica la luna, lo stolto guarda il dito”.
    Non si parla mai abbastanza dell’ambiente, quindi benvenga chiunque punti in qualunque modo il dito sull’argomento. Purchè ci si sforzi di non guardare solo il dito.

    • Se una cosa la dice non dico il più grande e famoso scienziato del Mondo,ma Angela ( padre o figlio ) la ascolto con rispetto, ma da una ragazzina con evidenti problemi che ripete a memoria quanto le hanno detto di dire ( facendo oltretutto incassare una barcata di soldi a qualcuno…. NO grazie cerco altri maestri ed altre guide……

      • Che in linea di massima va benissimo, ma sono trent’anni che tutti gli angela del mondo lo cantano in coro e nessuno se li è cagati. Se serve a svegliare la gente, dunque, ben venga gretina.

  2. e io con questi cosiddetti censori della satira non sono d’accordo. Non ammetto limiti alla satira, non esiste la satira inopportuna (se no, chi stabilisce il confine? Una volta stabilito poi c’e’ la liberta’ di spostarlo a piacere, fino alla censura e alla repressione), c’e’ solo la satira divertente e quella malfatta

  3. Credo che di Fo possiamo fidarci: in vita sua non ha risparmiato nessuno! Dalla serva al Papa, passando per re, regine, casalinghe, mariti con la coppia aperta anzi spalancata, e le Signora è invecchiata (la Democrazia Americana). Non è che i ‘deboli’ non possano essere oggetto di satira, anzi! Proprio attraverso il debole che lo sberleffo al potente di turno diventa colossale. La Greta e il movimento dei venerdì è perlomeno innocuo, almeno finché non comincerà ad intaccare interesse consistenti nell’industria e nel consumo e metterà in chiaro in modo inequivocabile che la società capitalista (alla moda occidentale o a quella cinese) è incompatibile con la salvaguardia dalla specie umana. Bisogno vedere quanti di quelli che sono scesi in piazza saranno effettivamente d’accordo a passare dal bruciare i mappamondi a qualcosa di più importante.

    • Fo era un cretino, nemmeno divertente a dirla tutta.
      Greta non è affatto innocua, è dannosa per tutti.

      Quando capirete che crescita non significa inquinamento sarà sempre troppo tardi.

      • Bene, sappiamo da che parte sta. Comunque, se lei pensa – o ha pensato – che sia possibile salvare almeno una parte dell’umanità da tre gradi medi di aumento delle temperature globali e dagli sconvolgimenti che ne conseguiranno, mantenendo l’attuale assetto economico-finanziario-industriale, si illude. E per giunta si tratta di un miraggio dagli effetti maligni.

  4. La satira contro il debole è vigliacca e bulla, quella contro il potente è coraggiosa e bella. Ma è la mia opinione, simile a quella della rana della vignetta.
    Greta è potente? Nat ritiene questo? Io penso che Nat si conceda, come tutti, una sua opinione politica ma, da vignettista, si conceda anche lo svago di divagare e di deragliare di tanto in tanto. Non riesco ad immaginarmelo contro le cose che dice Greta (il cambiamento climatico, col surriscaldamento delle acque, lo scioglimento dei ghiacciai, l’estremizzazione e l’intensificazione dei fenomeni atmosferici sono sotto gli occhi di tutti, del resto) e a favore invece della plastica, dell’energia fossile, del trattamento indifferenziato e scellerato dei rifiuti. “Alla fine della fiera”, mi fa persino piacere che Nat faccia il verso (perché non fa che questo…) in alcune vignette a Greta, è come accendere un riflettore in più su una ragazza determinata che lotta, insieme ad un’intera generazione e non solo, per un impegno concreto ed efficace dei governi verso uno sviluppo ecologicamente sostenibile.

    Per Elisa ( Isoardi )

  5. È chiaro che l’oggetto della satira di Natangelo sia il -personaggio- Greta, non la persona, né la battaglia che rappresenta. Basta analizzare il contenuto delle vignette, del resto – il bersaglio è il gretismo modaiolo o i modi obiettivamente pedanti di Greta, resi tali dalla lente mediatica che li esagera, ma mai i contenuti o la legittimità della battaglia che porta avanti, che Natangelo mi pare condivida in pieno – come del resto fa chiunque abbia un po’ di buon senso.

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