8 thoughts on “Altri meno noti parallelismi

  1. Ah Ah ! La trovo perfetta perchè fa ridere sia i denigratori del governo gialloverde (vedi i primi due commenti) sia i suoi simpatizzanti, perchè può essere vista come una perculazione dell’affannoso tentativo quotidiano di infangare il povero Gigino anche con parallelismi demenziali.

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    • Ma proprio per nulla.
      I “primi due commenti” fanno parte della costruzione umoristica della vignetta, in quanto falsi, indimostrabili e soprattutto irrilevanti rispetto al contenuto della vignetta – hanno il ruolo di costruire il contesto della tesi, in maniera divertente.
      Ma “il terzo commento” è il succo della vignetta, perché è un parallelismo reale tra Mussolini e Di Maio, perlomeno secondo Natangelo. Non percula affatto “l’affannoso infangamento” ai danni del leader pentastellato, Afferma invece che il mero sostegno alle cazzate del tuo alleato NON ti assolve dalla responsabilità di tali cazzate, esattamente come Mussolini (che non era antisemita) fu responsabile delle leggi razziali che emanò per compiacere l’alleato di allora. In altre parole, costituisce legittima e circostanziata critica dell’azione pentastellata, altroché.

      Ridere è bello e viviamo in un mondo libero, ma cerchiamo di capire di cosa e per cosa stiamo ridendo, altrimenti ben venga il Bagaglino

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      • Se guardo la vignetta dal tuo punto di vista la vedo proprio come una scenetta da Bagaglino, comica ma banale ed infantile.
        Siccome Natangelo mi ha abituato a un umorismo più raffinato e non banale, io riesco a vederla anche come una satira degli attacchi di questi giorni a Di Maio.
        Non dico che questo fosse l’intento dell’artista, ma io la trovo molto più tagliente così.

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          • Ho chiaramente frainteso il riferimento ai commenti – tutto il resto però rimane valido – se non vedi la differenza tra questa vignetta (o qualsiasi altra di Natangelo) e il bagaglino, non c’è molto da fare. Tu puoi leggerci i significati che vuoi, come puoi leggere un libro e non capirci un’acca dall’inizio alla fine, è un problema tuo.
            Ma quando un tale qualunquismo della comprensione ed espressione dei significati diventa imperante, come purtroppo vedo sempre più spesso anche su questo blog, allora diventa un problema generale.

            La parte divertente è che spesso Natangelo si prende un po’ in giro per una presunta semplicità/banalità delle sue vignette, ma immagino che poi si renda conto che in barba ai suoi tentativi di comunicare con chiarezza, il risultato è spesso frainteso in maniera clamorosa.
            E per di più, non è neppure cosa che può ammettere pubblicamente, se vuole evitare il rischio di vedersi attribuita la spocchia di un secondo Luttazzi.
            Fa parte delle gratificazioni di questo lavoro, Nat!

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beh?

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