12 thoughts on “Il ritorno

  1. Ma la potenza liberatoria di questa vignetta descrive esattamente la Tua condizione di privilegiato facendo il lavoro che fai e incrementi il mio rosicamento di impiegato represso (ho appena considerato che entrambi arriveremo alla pensione con un travaglio!!! Non siamo poi cosi’ diversi)… Almeno tu puoi disegnarle, raccontarle, urlarle, io al massimo posso cambiare la citazione in fondo alla firma automatica delle mie email (al momento ne ho una di Dario Pompei, noto bestemmiatore tresteverino… Lo so, cambia poco, ma di maio non c’e’ al momento e l’importante e’ cerca’ de rimane’ tutti salvini)…. Quindi Ti perdono l’ egoistico significato rilascia-stress della vignetta, ma sappi che in qui in Germania le scuole ricominciavano il 6 Agosto, pertanto il mio rientro e’ datato 2 Agosto… come dire… ritieniti fortunato che non ci sia la firma automatica qui.
    Buon Rientro.

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      • Tipico cervello in fuga: Agenzia Spaziale Europea, tutto fantastico, triplo dei soldi (ma tanto il sapore delle verdure non lo vendono…) e ambiente multiculturale (come se n’ingegnere spagnolo possa esse tanto diverso da n’ingengere italiano…. sempre du palle te fanno!!!). Il mio ritorno ogni volta e’ un addio : ai du spaghi, alla sdrajo e allo sciaqquettio delle onde….. (anche perche’ non sai se ce li ritrovi l’anno prossimo, magari piove troppo e i nasoni esondano). Ogni mattina comincio con te, ed ogni sera finisco col TG… in mezzo spiego ai miei figli piccoli, che nonostante le immagini che vedono, non e’ vero che in Italia c’e’ la guerra!

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  2. Intanto ben rientrato! Era ora.. 😉
    Per quanto riguarda lo stato d’animo, tu sicuramente scherzi (con il bel lavoro che fai) ma per me è proprio così, come nell’ultima tavola.
    Per fortuna, tra le cose che quotidianamente mi tirano un po’ su il morale ci sono le tue vignette.
    🙂

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      • Pensavo scherzassi perché il tuo lavoro, un lavoro fortemente creativo, è di quelli che non si smetterebbe mai di fare (dicono). E poi ho sempre immaginato le risate che vi fate in redazione quando discutete le vignette.
        Dopo di che ammetto che il lavoro in un giornale, con i suoi ritmi incalzanti, al limite del disumano, è fonte di non poco stress. Un po’ ne ho anche esperienza diretta.
        Nel mio lavoro (scuola), purtroppo, c’è tanto stress (non come in un giornale di certo!) ma non c’è niente di divertente, ma proprio niente. Solo una tristissima solfa quotidiana, che si ripete in un loop annuale perenne, accompagnata dall’impressione di stare in una gabbia di matti da cui non si vorrebbe altro che evadere definitivamente (da vivo!).
        Comunque, morto o non morto dentro, sei ripartito alla grande con le tue splendide intuizioni (il modello morandi, l’epica leghista, la lega sul lastrico).
        Quindi buon lavoro Nat. Noi ti si segue indefessi e divertiti.

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      • Basta che non mi ricadi in depressione eh Nat?!?!
        Che io senza le tue vignette non riesco più a starci… ;-D

        Un abbraccio da un impiegato (se pure atipico) ultracinquantenne, tornato ieri al lavoro…

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beh?

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