One thought on “Conte Texas hold’em

  1. Ormai hai raggiunto un livello stratosferico. Non che sia una novità, ma la recente sequenza di vignette sul trio Conte-Di Maio-Salvini alle prese con il governo è spettacolare. Non preoccuparti se i commenti latitano, è un buon segno, vuol dire che sono concepite con un acume raro, ben al di là del tipico commento che vuol solo dimostrare che “sì Nat è bravo, ma in fondo in fondo io so essere spiritoso quanto lui, se non di più”.
    Per fortuna il vignettista satirico sei tu e non i lettori.

    La telefonata di Conte con mamma e papà nel mezzo della sua prima uscita post-adolescenziale, la rivisitazione del “benvenuto nell’AIDS” e il giocatore di scopa al tavolo da poker sono tra le tue migliori di sempre. O che dire dell’ “ancora certo appeal” del PD.

    E non di meno mi delizia il complesso livello tecnico con cui dai corpo alle idee che ti vengono. Ho una debolezza per le contaminazioni dialettali cui costringi i tuoi personaggi, l’effetto metalinguistico è forte, perchè mi pare che quel linguaggio che per i personaggi stessi sarebbe arbitrario diventa uno strumento molto efficace per assegnare loro un profilo antropologico. Lo hai fatto più volte con Berlusconi, e nel caso di Salvini c’è l’ulteriore elemento sarcastico di un leghista con accento terrone (che probabilmente è anche di più immediata fruizione).

    Comunque, nella speranza di non essere già oggetto di sarcasmo a causa di questo commento probabilmente pretenzioso, chiudo ribadendo ancora i complimenti. Adoro il tratto grafico, la verve, il vissuto personale che utilizzi come fonte di situazioni antropologiche, e soprattutto quella che mi pare sia una forte onestà intellettuale. La satira ha una funzione terapeutica e liberatoria, se l’autore non è libero, a che cazzo serve? Tanto vale ridere con il Bagaglino.

    In altre parole, continua a disegnare Cristi, cosciometri e prime pagine di Repubblica, e fottitene dei commenti, soprattutto di quelli dei fan. E anche di questo, no?

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