#EndBlasfemyLaws

Non sono un appassionato della bestemmia, non per motivi religiosi ma perché non la sento parte del mio codice espressivo. Forse è una cosa culturale di noi napoletani, non ci ho mai pensato. Comunque, se trovo improbabile l’idea che si possa “offendere Dio”, ancora più assurda è l’idea che lo stato possa “punirti per aver offeso Dio”: è la solita questione di libertà della quale parliamo spesso.
Ho quindi ritenuto giusto aderire alla campagna Dioscotto per l’abolizione del reato di blasfemia e per dare sostegno finanziario e consulenza legale alle persone denunciate per blasfemia o vilipendio della religione.
Se sei un artista o fai parte di un’associazione o organizzazione interessata a unirti alla causa aderendo al programma di eventi, scrivi a info@chiesapastafarianaitaliana.it

#endblasfemylaws #dioscotto #natangelo

13 thoughts on “#EndBlasfemyLaws

  1. Da pastafariano, apprezzo molto.

    Poi è vero che la volgarità è volgare, ma non può essere un reato. E comunque, la faccia della vignetta (ripetuta più volte) in cui prometti di non fare più vignette su qualcuno e poi questo fa una cazzata, è la tua vignetta che mi ha fatto ridere più forte. E fosse stata meno “volgare” non sarebbe la stessa cosa.

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  2. te dirò: secondo me le leggi contro la blasfemia sono eccessive ma non ingiuste. io quando bestemmio mica oso sperare di giungere a irritare la divinità, quale che sia: lo faccio per mandare in puzza la beghina della porta accanto. e la ratio della legge è tutelare lei contro di me…

    (comunque aho: rAmen)

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  3. i complimenti per le tue vignette ormai si sprecano, ma ti devo segnala che alla base di questa c’è un errata conoscenza del passo dove Gesù quando dice “Mio Dio perché mi hai abbandonato?”.
    Con queste parole Gesù non sta esprimendo un sentimento di abbandono da parte del Padre ma al contrario citando l’inizio del Salmo 21 (e quindi intendendo tutto il salmo nella sua interezza, come è usanza nella religione Ebrea) sta esprimendo la sua profonda fiducia nel Padre che anche nella prova più difficile lo sostiene.

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    • c’era una bellissima osservazione fatta da un comico ammerikàno (dannazione, non ricordo chiì!) in cui notava che Gesù prospettava due finali della storia:
      uno in cui sarebbe stato un perseguitato sulla terra in un periodo dove v’era povertà, malattie, sporcizia, dominio straniero
      e l’altro in cui sarebbe stato un Dio in cielo, potente e al di sopra di ogni terrena nefandezza…
      e, quindi, forse il martirio in croce non gli costò così tanto.

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beh?

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